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- Pubblicato: Giovedì, 16 Febbraio 2012 05:38
Vale la legge del più forte
Mattone su mattone si costruisce una società. Mattone su mattone si costruiscono modelli di comportamento. Mattone su mattone si costruisce il consenso. Mattone su mattone si costruisce un sistema di potere. Così un alterco diventa pretesto, occasione per togliersi qualche sassolino nella scarpa, e soprattutto per imporre la propria legge, per lanciare un serio avvertimento agli altri. Basta salire le scale, e stilare un provvedimento che allontani un LPU, basta sfiorare le dita sulla tastiera di un PC per sollevare dalle responsabilità un dipendente non allineato (?). Che cosa è successo al Municipio? In un paese che giorno dopo giorno diventa sempre più impaurito, più assoggettato al potere degli uomini, degli uffici e funzioni per i quali sono profumatamente pagati, risulta anche complicato che certi atteggiamenti, che certi episodi vengano fuori. Si è sussurrato persino di un’aggressione fisica, forse solo verbale, al limite di uno strattonamento, ma di sicuro c’è stata la solita minaccia di chiamare i Carabinieri e senza alcun dubbio i sindacati. C’è stata, persino, la solita evocazione del “fantasma” che ha terrorizzato il palazzo negli anni racchiusi fra il 1993 e il 2001. Quel fantasma che ha fatto tanta paura ma che non aveva l’autorità, né la forza, né la voglia di mettere nero su bianco per denunciare le manchevolezze di una parte del personale, infedele che remava contro apertamente non solo all’amministrazione comunale ma al paese intero. Una “commissione” che ha lavorato per favorire l’ascesa di un’amministrazione amica alla quale si potevano chiedere soldi e avanzamenti di carriera, un “comitato” corresponsabile del degrado, dell’arretramento del paese, degli innumerevoli “atti” ancora oggi oggetto di attenzione della magistratura penale e dalla magistratura contabile. Non c’è un solo provvedimento, una sola carta, una sola lettera che possa affermare il contrario, finanche quando tutti si allontanarano dal municipio lasciandone uno per tutti a timbrare il cartellino. Sono cambiate tante cose, la “fedeltà”, viene profumatamente remunerata con una serie di provvedimenti che in altre province altre Procure ipotizzano reato. Sono passati tanti anni, ma non tantissimi per non capire che di un simile episodio se ne sarebbe fatto un caso paesano, utile a costruire il mostro, ad abbattere colui il quale non si piegava dinanzi a nulla. Sono passati tanti anni ma non tantissimi per non capire che questo è il sistema vincente. Un sistema basato sull’esercizio e sulla gestione del potere che vede garantiti gli “affiliati” e penalizzati i “dissidenti”. Questa è una storia che ha origine all’inizio del millennio che beneficiati tengono opportunamente nascosta, corresponsabili di cotanto squallore.