Curiosità

Dal top al flop

Misteri di una comunità in declino

Un vecchio adagio recita “l’Epifania, le feste si porta via”, quantunque la contingenza di questa breve appendice, malinconicamente s’incomincia a disfare l’albero,  riporre in soffitta le statuette del presepio e smontare le luminarie dai propri balconi, dai propri giardini, che più di altri anni e più che in qualsiasi altro paese hanno colorato le scenografie urbane della nostra Cerisano. Tante luci, tanti colori ad esorcizzare la crisi percepita con maggiore difficoltà dalle famiglie di un piccolo borgo rurale come il nostro. L’atmosfera natalizia lascerà il posto alla routine paesana, alle sue stantie ritualità, alle sue insormontabili divisioni, alle sue indecifrabili contraddizioni. Capita d’imbattersi in un signore che devoto di “Natuzza” ci sollecita di comunicare al mondo che il Parroco non gradisce l’attività del “Cenacolo”. Capita che lo stesso Parroco si rifiuti di celebrare messa nella Chiesa di San Domenico come risposta ai conflitti cronici con gli amministratori laici di quella Confraternita.  Capita che esponenti del consiglio pastorale indichino la strada per uscire dalla rissa perpetua fra mondo confraternale e clero locale, nell’allontanamento del capo della Parrocchia. Misteri della fede o misteri paesani? Boh! Capita d’imbattersi nei post di facebook di non meglio identificati account e leggervi tutto l’odio di questo mondo, sentimento predominante dell’agire paesano. Capita di osservare la tracotanza dei “padroni” del paese nel presidiare il territorio. Capita di vedere seduti agli stessi tavoli, vecchi rivoluzionari brindare con i nuovi reazionari. Capita di assistere a moti d’orgoglio prontamente mitigati dall’ignavia crescente in un paese che ha sempre  puntato al top e oggi, si accontenta del flop. Archetipo paesano o stereotipo globale? Boh!  Una fotografia amara del nostro paese che non risparmia responsabilità a nessuno, proprio a nessuno.