Curiosità

Più croce.... che delizia

Attentato alla musica di Verdi

Questa volta non esprimeremo un giudizio politico sul Festival, sui costi, sui biglietti omaggio, sui giovani reclutati a scapito di altri scartati, sull’opportunità o meno di questo o di quello, bensì intendiamo porre alla vostra attenzione alcune riflessioni su quel capolavoro di Giuseppe Verdi che è la Traviata. La Traviata, lo spartito, la musica, non quella andata in scena ieri al Festival delle Serre. Doveva essere toccante il preludio, la magia della musica aveva dapprima cancellato tutto il pressapochismo organizzativo, tutta la sciatteria dell’allestimento della platea, tutto l’esibizionismo governativo, con le struggenti note affidate agli archi. Poche battute e quando il fagotto e il contrabbasso (dovevano essere i contrabbassi) davano il battere al celebre tema, l’angoscia ha avuto il sopravvento. I legni e gli ottoni sporcavano la leggiadria delle note Verdiane, la “spalla” annaspava per sopperire alla mancanza di suono di una fila di violini monca, in un’orchestra carente in tutto il suo organico dove mancavano addirittura tutte le percussioni, mentre da dietro le quinte si udivano imprecazioni in lingua  bulgara. Per carità non vogliamo innescare un caso diplomatico con gli amici dell’est europeo fucina di talenti e di virtuosi, ma l’allestimento è oltremodo discutibile. Forse gli organizzatori avranno pensato: “dai, per Cerisano va più che bene”. Cerisano ha una tradizione musicale che non può essere messa in discussione, che è secolare non certo figlia degli ultimi anni, lo confermano gli applausi d’incoraggiamento e soprattutto alla musica. Cerisano ha avuto sempre passione per l’opera, lo conferma la tradizione centenaria bandistica e la scelta di dare spazio nelle feste patronali alle cosiddette Bande di “giro”. Non ci soffermiamo sul giudizio dei cantanti, sulla regia, sui costumi, sulle luci, capiamo che è una produzione estiva, definiamola turistica, ma il Festival meritava ben altro.