Curiosità

Pape satàn, Pape satàn aleppe

Il tempo del giudizio

La caduta del muro di Berlino, è l’immagine che rappresenta la definitiva sconfitta del modello comunista (Urss – Cina – Corea – Cuba),  di fronte al modello occidentale. Da quel giorno, prima le tigri asiatiche, India e Cina, in testa, e poi il Sudamerica (Brasile), hanno rivisitato i loro modelli di sviluppo, portando alle economie occidentali, in special modo a quella europea, un attacco competitivo, da cui è impossibile sottrarsi. L’Occidente, ha difficoltà ha trovare una risposta efficace a questo attacco economico, che sta lentamente impoverendo la vecchia Europa, mettendone a nudo, le negatività strutturali, le gravi ingiustizie, le protezioni esagerate per alcuni a danno degli altri, la scarsa attenzione al merito e alla innovazione. Così come è tramontato il modello comunista, anche l’Europa come l’abbiamo conosciuta tra gli anni 70 fino ad oggi, non esiste più. Questo modello ha già perso; e prima la politica se ne accorge, prima la cittadinanza lo comprende e meno danni irreversibili ci saranno per tutti… Lo stesso vale per il nostro Comune; quel modello di protezione per pochi dipendenti, per gli imprenditori che lavorano con la spesa pubblica e non si confrontano con il mercato, quel sistema di soldi pubblici sprecati e sperperati, quel sistema del “tanto paga lo Stato”: è finito. Anche quella politica delle pacche sulle spalle, delle promesse, della spesa, della clientela è ormai un dinosauro filosofico e comportamentale, da cui il Paese prima prende le distanze , e prima uscirà dalle secche in cui è caduto. Si può vincere ancora qualche elezione con quei metodi vecchi e distruttivi per le comunità, ma il risultato è comunque la sconfitta, ed una sconfitta talmente disonorevole per gli attori, che come dimostra l’uscita di scena di questa maggioranza, lascerà ferite dure a rimarginarsi. La deresponsabilizzazione, la ricerca della protezione sociale per tutti al di là del merito e dei reali bisogni, ha creato comunità che hanno difficoltà a mettersi in gioco, a rischiare, ad accettare la competizione che gli altri ti propongono. E quando un avversario decide di sfidarti, è inutile nasconderti, fuggire, alla fine la sfida la devi accettare. Il mondo globale ha lanciato la propria sfida alla vecchia Europa; Il destino è morire di viltà e di paura ed essere conquistati economicamente e quindi impoveriti nelle generazioni future; o accettare la sfida del cambiamento, della produttività, della innovazione e del merito. Anche per il nostro piccolo comune, checché se ne dica, i modelli vincenti, non sembrano più quelli degli speculatori, dei burocrati corrotti e protetti da stipendi e prebende,dai politicanti del bla bla, della bugia, del nulla in testa L’epoca di irresponsabilità che hanno vissuto, sia nel modo di pensare che di agire, è solo un fantasma che li richiama e li insegue. La loro irresponsabilità ha portato conseguenze a tutti noi. Mentre questi facevano i rivoluzionari, gli amici del popolo, mentre godevano dei vantaggi economici della loro politicaccia e dei loro imbrogli, hanno cercato in tutti i modi di imporre ai cittadini il rifiuto del sacrificio, il rifiuto della autonomia sia economica che mentale, in nome del DIO dell’appartenenza . Tutto era permesso; rubare i posti dei meritevoli, sperperare il denaro di chi produceva, persino espropriare agli altri tutto. A guardare bene, anche nel nostro Comune; I nuovi modelli vincenti della nostra comunità sono: i giovani orafi che trovano patria e successo a Vicenza o Crotone; il famoso calciatore che non deve altro che al suo talento e alla sua dedizione; i fratelli che partiti portando bombole, creano un gruppo che fattura milioni di euro e dà lavoro a 100 persone; il giovane ex autista di autobus che crea una piccola impresa di trasporto; l’imprenditore che da un piccolo bar, si apre attività anche all’estero; il professore di musica che crea orchestre che vincono in Italia dando una possibilità a tanti ragazzi; l’imprenditore che partito da Cerisano da un piccolo ristorante al mare, crea una impresa tecnologica a Firenze; la ragazza della contrada che diventa presidente regionale del sindacato di categoria; i fratelli che da falegnami diventano imprenditori e produttori di mobili; la ragazza giovane laureata che insegna in America; ed i giovani che aprono le loro piccole attività, i ragazzi che hanno successo nella moda; eccetera eccetera,, In definitiva, finalmente è arrivato il tempo di chi non ha paura, di chi non ha paura di camminare sulle proprie gambe senza aiuti e aiutini pubblici e della politica . E’ il tempo di chi ha idee e pensieri, e non ha bisogno di mediatori mediocri e del nulla, che ti offrono la pacca sulla spalla, che ti dicono poveretto, che ti illudono rubandoti il presente e il futuro. Questa verità, nei politicanti del nulla e nei cittadini della clientela e della continua richiesta di favori e favoritismi, ha prima generato incredulità e sorrisini; poi questi falliti politici e incapaci di essere uomini liberi, hanno cominciato a deridere le persone in gamba, a denigrarle per far felici i loro Don Rodrigo ed il loro smisurato ego. Adesso,che hanno capito che il loro tempo comunque è finito, che soldi pubblici non ve ne sono più, posti da dividersi nemmeno: sono caduti nel panico. Stanno provando ancora a mettere paura, a mettere tensione; ma hanno capito che questa gente, capace di misurarsi con il mercato, con la competizione, non può avere paura di quattro furbetti da commedia di terz’ordine data da prostitute e da magnacci dei bassifondi dei dannati. Per loro non c’è speranza, per la vecchia politica è ormai la fine, e la fine sarà per quelli che con loro vorranno condividerne la sciagurata scomparsa. Forse racconto qualcosa che già stiamo vivendo? Forse altri ne vogliono percorrere lo stesso infimo percorso attraverso tutti i nove cerchi dell’inferno? Allora questo Paese, solo capendo questo, potrà darsi una speranza. Se è l’invidia a prevalere; se prevale l’illusione di potere dominare invece di governare una comunità, attraverso le promesse, le pacche sulle spalle, la mediocrità scambiata per moderazione; allora dovremo assistere ancora a questa realtà sciatta, a questa triste fine di persone dannate per colpa di suggeritori mascalzoni e vili! <Vieni affronta l’eternità, presto si uniranno a te coloro le cui vite hai rovinato, le cui anime hai dannato> dice La Morte nella Divina Commedia): <So esattamente cosa ti attende in futuro, sarai compensato con la dannazione, io fiuto i tuoi peccati, i tuoi crimini sono imperdonabili> rincara Re Minosse, re di Creta e famoso per la sua giustizia e immaginato da Dante come giudice delle anime nell’Ade . A questi che ancor non han compreso: li saluto come fa Pluto, all’inizio del canto VII, sperando che almeno questo li convinca a cambiare strada prima dell’irreparabile ;. < Pape Satàn, pape Satàn aleppe > Luciano Luciani