Curiosità

Ufficio urbanistica o altro?

Retroscena di congiure di palazzo, di Luciano Luciani

NON APRIRE QUELLA PORTA– Potrebbe essere il titolo di un film, se non fosse la tragica verità, di una classe politica continuamente con il cappello in mano, davanti a quella porta, che potere nel potere, era invalicabile. Chi la varcava doveva dimenticarne il  ruolo  politico di indirizzo e di controllo, almeno per quando riguardava l’edilizia  e i lavori pubblici. Perché dietro quella porta non si faceva solo gestione (legittima), ma si  pretendeva di fare anche indirizzo politico e soprattutto non si tollerava che nessuno mettesse il naso dietro quella porta. Quando divenni assessore, l’ufficio tecnico, finanziario e amministrativo erano unificati per quando riguarda la dirigenza. Pertanto una sola persona controllava tutte le dinamiche amministrative e contabili delle’Ente. La maggior parte dei consiglieri, spesso invece di concentrarsi sulla programmazione e sul controllo della pianificazione e della realizzazione degli indirizzi, si è spesso concentrata  per avere una cunetta pulita su una zona che gli era di interesse,  su una buca, su un lampione, su un contributo sociale ecc.

Essendo queste attività non riconducibili espressamente per quando riguarda la funzione elettiva, ai diritti dei Consiglieri Comunali o Assessori, questi per ottenere,   dovevano chiedere all’ufficio deputato. Essendo queste cose poi rilasciate come cortesia è normale che gli stessi o per una immeritata riconoscenza o per paura di non essere accontentati, dopo si astenevano dal’esercitare quei veri diritti e doveri degli amministratori. Sia la programmazione, sia e soprattutto attraverso il controllo degli atti. E per Consiglieri capaci solo di interessarsi di cunette, tagli erba, pali di illuminazione presso abitazioni, buche su strada, cassonetti da spostare, non rimaneva altro che abdicare al ruolo, in cambio di una agibilità elettorale. Un giorno con me, qualcuno sbottò  “possibile che con te non si può avere nessun compromesso? “  Ecco, la proposta, io ti lascio stare, se tu mi lasci stare. Allora io che ero stato eletto a fare? Per aggiustare fosse ai miei elettori, o per provare a dare a Cerisano una opportunità? Risposi che il compromesso non era una parola di un amministratore leale nei confronti dei propri elettori, in quanto come io non mi ero mai permesso di entrare nella  sfera di competenza gestionale, non tolleravo che si entrasse nei miei diritti di Rappresentante dei Cerisanesi. Del resto solo dopo pochi mesi, per questo mio atteggiamento poco arrendevole sia  alle offerte sia alle compromissioni, si tentò di farmela pagare. Infatti al tempo avevamo costituito una cooperativa che tra ottobre e dicembre aveva  ripulito le griglie e si era impegnata durante la caduta della neve a dicembre, a ripulire le strade e ad aiutare i cittadini. . Della cosa si era tranquilli, fino a quando a Dicembre, arrivati al punto di pagarli, qualche” coraggioso” individuo, ebbe l’ardire di negarne il pagamento, dicendo che non sapeva nulla e pertanto non poteva pagare. Credeva, di avere a che fare con i soliti noti, credeva che mi mettessi paura ed andassi a chiedere per favore di pagarli. Così dopo essermi piegato, avrebbe potuto fare come si era sempre fatto con tutti o quasi.  Aveva fatto male  i suoi calcoli, feci finta di niente e  a Febbraio , con un contributo pagammo la cooperativa. Fu allora che chiesi ai miei colleghi, l’estromissione da tutte le deleghe (del tecnico comunale), che ci dividemmo tra me, il sindaco e Greco R.. Ma evidentemente i  miei colleghi, si fecero imbambolare di nuovo e finì diversamente. Tanti oggi di quella maggioranza, compreso il Sindaco, mi dicono, che senza di me hanno poi perso non solo una diga, ma una guida leale. Troppo tardi ! Quando poi nei restanti anni dovetti  fare o l’Expo Tour, o la Formazione Professionale, o la Protezione civile, o il servizio civile, mi guardai bene da consentire agli uffici “chiusi”, di entrare in contatto con le mie azioni. Infatti le mie cose ebbero successo, a differenza di tutto quello che entrò in contatto con questa zona “speciale”, che essendo interessata ad altro e non a realizzare gli indirizzi  della politica, fallì spesso.  Quando incominciai ad accertare  le superfici tassabili, la gente credette (per le abili parole che alcuni capaci alla delazione, alla bugia, alla clientela sanno esercitare ) che io volessi chissà cosa contro di loro, ma il mio obiettivo era diverso, volevo capire perché   le superfici Tarsu erano ferme da anni, mentre si continuava a costruire. Altre richieste dirette non potevo fare, visto che come per alcuni chiarimenti su oneri a residui, aspetto ancora risposta. Ma tanti altri fatti potrei raccontare, ma forse un altro giorno, quando sarà il momento storico adatto, analizzeremo, oggi basta l’analisi politica e non altro.