Curiosità
Un po' di confusione
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- Pubblicato: Giovedì, 07 Gennaio 2010 05:25
di Luciano Luciani
Mi era chiaro da tempo, che la politica è totalmente inadeguata alla società che vorrebbe guidare. Cerisano in questi ultimi tempi rafforza in me questa certezza. La serata di Pinocchio mi ha dato conferma di un artista completo, che per la verità già avevo avuto modo di lodare in altre occasioni. De Bartolo (pero di non sbagliare il cognome) non solo emoziona nelle interpretazioni, ma si rivela veramente un” animale “di teatro e non solo. Ma non dimentico di questo artista l’interpretazione che diede (quando ero assessore) del sottoscritto, una ironia che non solo mi fece ridere, ma mi diede spunti di miglioramento importanti. E non dimentico il Gospel ed altre attività dello stesso. Quale possibilità avremmo dato a questo nostro concittadino e forse ad altri, che invece abbiamo precluso con la presunzione, con l’ignoranza, con l’invidia. Pensiamo al Festival delle Serre affermato, e che avrebbe incominciato a fare produzione, quali opportunità avrebbe avuto De Bartolo ed altri come lui? Anche la semplice , ma importantissima attività, del maestro Matiz, ha dato a dei giovani la possibilità di confrontarsi con una arte quella dei gioielli, di nobili tradizioni anche calabresi. E mi ritorna in mente la Formazione Professionale, l’Expo Calabria Tour, e le iniziative che andavano in questa direzione. Ma devo anche ricordare, come il pressapochismo di tanti, che per un avvicinamento, per un bonus di 5000 euro e magari anche meno, hanno precluso a questo territorio di non svilupparsi. La verità che non si vuole accettare, è che lo sviluppo delle comunità e dei popoli avviene grazie alle classi illuminate. A quelle persone capaci di avere volontà di andare avanti con le proprie forze, con la volontà di avere sogni, di volerli realizzare. Può essere la più piccola attività economica, come la grande impresa, magari rivoluzionaria. Il mondo si sviluppa, che piaccia o no, grazie a queste persone. Le altre seguono, si accontentano di sopravvivere, magari mettendo a utilità, la furbizia,l’egoismo spicciolo, quello che ti fa pensare solo a te stesso, alla giornata a vivacchiare. I danni diventano inimmaginabili, quando questi incapaci di progettare, di costruire, incominciano ad avere la pretesa di fare loro. Alla fine i costruttori di sviluppo se ne vanno, chi per stanchezza, chi perché rimane solo. La furbizia sembra a breve pagare, poi con il tempo rimasti soli e non potendo sfruttare il lavoro degli altri, le comunità incominciano a decadere, a morire. Mi dispiace veramente dover vedere tanti splendidi ragazzi, tante belle personalità, che magari in altri luoghi avrebbero carriere e soddisfazioni bellissime, vedersi passare la vita in modo da non potersi esprimere per come si merita. Mi dispiace (non per loro ma per noli ) che altri trovino soddisfazioni in altri luoghi. Mi dispiace che altri ancora siano illusi dai promettitori di prebende . Del resto io credo che siamo noi quelli che decidono il nostro destino, che non è cieco, ma ci vede benissimo. E quando una comunità si avvia al declino, da quelle egiziane, a quella Romana, all’Occidente di oggi , ed altre invece avanzano a grandi passi, forse se non sicuramente un motivo c’è. I falegnami che vogliono fare gli statisti, le Oche che vogliono fare i falchi, le galline che si atteggiano a Pavoni; quando gli anziani , non si rassegnano a dare il passo ai giovani, quando i grandi fanno i bambini, e i giovani si atteggiano ad adulti, forse un po’ di confusione l’abbiamo fatta!