Curiosità
Guardando Pinocchio......
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- Pubblicato: Martedì, 05 Gennaio 2010 06:32
Anche noi di Cerisano in Rete aspettavamo che il musical Pinocchio fosse riproposto in un teatro. L’attesa non è stata inutile. Lo spettacolo ha cambiato veste scenografica per meglio adattarsi al palcoscenico, il teatro era pieno in ogni ordine di posti, il giudizio del pubblico è stato positivo testimoniato dagli applausi scroscianti rivolti ai protagonisti. Una bella serata di spettacolo e cultura. Una bella serata dove una comunità si è ritrovata nella città capoluogo per sostenere lo sforzo organizzativo dell’associazione ASMI che ha ideato questa forma “spettacolare” di beneficenza, e per ammirare le performance di parenti e amici o comunque di ragazzi che nella vita quotidiana fanno tutt’altro. Uno spettacolo quasi professionale, minuziosamente curato dagli addetti alla messa in scena dove i cantanti-attori hanno dimostrato una grande passione e una grande voglia di stupire. Qualcuno, da noi si aspetta anche un giudizio critico e non ci tiriamo indietro sottolineando le esibizioni positive che sono cresciute dal punta di vista artistico in questi sei mesi intercorsi dal debutto di giugno. Pinocchio ha affrontato il palcoscenico con grande sicurezza mostrando qualità vocali che troviamo più raffinate, il Gatto e la Volpe padroni della scena hanno offerto al pubblico una prestazione maiuscola, Lucignolo è apparso straripante e divertente, più curati i “cori” dal punto di vista musicale mortificati dalla fonia che non è stata all’altezza della situazione. Uno spettacolo che comunque non è da filodrammatica, uno spettacolo che confonde il serio dilettantismo dei suo protagonisti con un professionismo raggiungibile, quantomeno auspicabile. Certo non si può vivere da teatranti se nella vita per molti e molti anni s’è fatto altro, anche se l’ambizione non guasta mai, anzi aiuta a qualcuno che potrebbe anche tentare sull’onda dell’entusiasmo. Tutto sommato la sera del due gennaio ha evidenziato ancora una volta le potenzialità della nostra comunità e la capacità d’integrazione con i nuovi cittadini. Tutto sommato la sera del due di gennaio dell’anno del Signore 2010 ha messo a nudo una caratteristica peculiare del nostro paese, la capacità di stupire e non serve biasimare invece chi utilizza il lavoro altrui per la debordante voglia di apparire. Non bisogna biasimarli, parimenti non bisogna consentire a chi non ha certificate capacità di rivestire ruoli che arrecherebbero danni allo “spettacolo” della vita quotidiana. Immaginate un Pinocchio stonato o il corpo di ballo azzoppato: che giudizio avremmo dato della messa in scena? La metafora dello spettacolo ci induce a riflettere su quello che succede in genere al di fuori del palcoscenico, nella giungla della vita quotidiana con cantanti stonati, pessimi attori o maestranze maldestre che rivestendo ruoli non consoni alle proprie capacità arrecano danni a volte irreparabili alla collettività. Qualcosa si può fare come tanto si è fatto per regalarci un ottimo spettacolo e ricordarci che l’orgoglio paesano esiste. Va solo ritrovato!