L'intervento
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- Pubblicato: Venerdì, 11 Maggio 2007 13:53
Intervento del segretario dei Ds di Cerisano

Cerisano 11 maggio 2007. L’impegno profuso dalla sezione, che rappresento, per la costruzione del Partito Democratico, è apparso agli occhi dei detrattori, una fuga dalle responsabilità politiche che un partito organizzato ha sul territorio. Pochi richiami alle responsabilità politiche (negative) del governo municipale, hanno stimolato una sconsiderata, eccessiva ed ingenerosa esternazione di Salvatore Mancina, che ha perso una buona occasione per starsene zitto, evidenziando un protagonismo ed un antagonismo più verso la sua stessa classe generazionale che verso una linea politico-comportamentale che probabilmente è più incline ad un moderatismo che la sua genesi politica disconosce. Mancina sgomita per non essere complementare alle tante componenti presenti nella sua maggioranza. Il rifugio dorato auto costruito dal suo ex vice sindaco, ha spinto gli assessori della giunta Greco ad una corsa sfrenata alla seconda carica municipale, ed i consiglieri al posto d’assessore rimasto vacante. Mancato l’obbiettivo principale quello della nomina a numero due, l’impegno volge a conquistare il ruolo di politico parlatore, anch’esso resosi vacante. Un ruolo che i colleghi di giunta gli regalano volentieri. Un parlatore necessario, che provi a distrarre dal tam tam mediatico dovuto non solo al “concorsone” ma alla interrogazione parlamentare della deputata Angela Napoli che chiede chiarimenti niente di meno, circa pratiche mafiose nei processi amministrativi. Una interrogazione che riteniamo scaturita dalla sollecitazione di dirigenti di AN che traditi dal falso moralismo dei due rappresentanti in giunta del partito di Alleanza Nazionale, hanno inteso metterci una pezza con un atto sensazionale, forte ed inaspettato, ribadendo di appartenere ad un partito che ha intrinseco nel DNA la questione morale dissociandosi di fatto dai propri rappresentanti che pare viaggino verso i lidi della camerata Alessandra Mussolini. Un parlatore necessario che distragga il cittadino da un aumento sconsiderato delle tasse e dei tributi locali con l’istituzione dell’addizionale IRPEF che preleverà dalle tasche dei cittadini il danaro necessario per coprire le prebende alla struttura burocratica, i costi della politica e il posto aggiuntivo di un secondo capo dell’ufficio tecnico, che poco prima che traslocasse d’ufficio chiede alla sua giunta di approvare il progetto di bilancio sui cui contenuti è quantomeno lecito sollevare dei dubbi di etica e morale. Un parlatore camaleontico che nel comune d’origine indossa le “polacchine” di sinistra e nel comune d’adozione solidarizza coi fascisti e postfascisti. Noi ci discostiamo dal coro della richiesta di dimissioni, servirebbero a poco le dimissioni di un solo assessore, verrebbe sostituito da un questuante che attende davanti alla porta e punto e a capo. Ci sembrerebbe più considerevole l’idea di una presa di coscienza comune da parte di tutti nell’ammettere il fallimento di una esperienza amministrativa che tanto male arreca al paese, dando voce ai cittadini che in libertà ed in anticipo possano scegliersi un nuovo Sindaco ed un nuovo consiglio comunale.




