Operazione Smile

Il ghigno

Quando la realtà supera la fantasia 

L’orgia mediatica di appuntamenti elettorali (rinnovo del parlamento, di amministrazioni locali e persino Caucus  e Primarie  Americane) stimola i più disparati istinti. Primo fra tutti quello del potere. Non a caso la letteratura cinematografica è zeppa di capitoli riguardanti le competizioni elettorali  mentre le soap che centralizzano le sceneggiature sul potere politico sono quelle di maggiore successo.

Nel villaggio si mobilitano Stregoni e Saltimbanchi  impegnati in azioni che potremmo definire: operazione smile. Al Luna Park si gioca a dadi e freccette dispensando battute e consigli pratici. Giullari, Dame di Corte, Nani e Ballerine tentano invano di ingraziarsi Aquila Nera per ottenere il lasciapassare per il seggio al comitato del villaggio. Addirittura si permette ai saloons di rimanere aperti per tutte le lune, contro il volere dell’oste dei Quattro Lampioni. L’Operazione smile si rende necessaria per distrarre gli indigeni dai problemi della comunità, dalle inchieste della legge, dalla crisi che il popolo subisce per via di un forte aumento delle tasse comunali. O forse l’operazione smile serve a dire che  io sono diverso: sorrido, tiro pacche sulle spalle, sono un vero capo non un fantoccio, dispongo di uomini e donne a mio piacimento, sono simpatico e bello. Sono un dio. Anzi DIO.