Il prezzo da pagare
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- Pubblicato: Domenica, 09 Dicembre 2007 07:52
I sondaggi online di cerisanoinrete.it non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi locali di attualità. I voti espressi, sul sondaggio circa il gradimento del parco eolico, sono stati 176. 130 favorevoli, 43, contrari, 3 non so. Quanto basta per fare una valutazione.
I sondaggi online di cerisanoinrete.it non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi locali di attualità. I voti espressi, sul sondaggio circa il gradimento del parco eolico, sono stati 176. 130 favorevoli, 43, contrari, 3 non so. Quanto basta per fare una valutazione. La costituzione di un comitato per la trasparenza sull’eolico, lasciava ipotizzare che il risultato del sondaggio privilegiasse il no al parco, invece così non è stato. Non è stato così, vuoi perché il comitato ha difettato di comunicazione e anche perché i favorevoli si sono organizzati in modo diverso (magari attivandosi per i click), e perché no, l’opinione della gente non è poi del tutto così negativa. Attenzione, quindi, ai facili entusiasmi, alle analisi superficiali e alle strategie di comunicazione. Il cittadino non è stato informato adeguatamente circa le motivazioni che hanno spinto, l’amministrazione comunale, a intraprendere un’azione amministrativa che per sempre comunque cambierà le caratteristiche paesaggistiche del nostro territorio, della nostra splendida montagna. E’ questo un prezzo congruo da pagare? A noi sinceramente sembra di no! Poco ci importa della scarsa o inesistente trasparenza sulla legittimità o meno degli atti amministrativi. Ci sono le autorità preposte. Bene fanno i comitati spontanei a rivolgersi al Tar e alla Magistratura ordinaria. Saranno questi soggetti a dare il giudizio definitivo, con una conseguente ricaduta politica sugli sconfitti, che irrimediabilmente dovranno assumersi responsabilità e trarne le dovute conclusioni. Se l’economia della nostra comunità cambiasse positivamente con la cancellazione della disoccupazione, con un accrescimento del reddito familiare, con l’abbattimento della pressione fiscale che è divenuta asfissiante, allora il sacrificio della devastazione del territorio potrebbe avere un senso. Invece i primi soldi già erogati sono finiti nelle casse comunali, impegnati a tamponare errori amministrativi di spese superflue per le quali sarebbe stato facile operare delle elementari economie di gestione. In sostanza è giusto dire ai cittadini che i giganti di ferro posti nella sommità delle nostre montagne serviranno per mettere a disposizione degli amministratori soldi per ovviare alle difficoltà finanziare del comune che gli stessi hanno causato, e magari scialacquare ancora qualche spicciolo. O serviranno per qualche recondito secondo fine? Comunque ci sembra un prezzo troppo alto ed ingiusto da pagare!






