Ci vo' cimentu no calendari.....
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- Pubblicato: Sabato, 24 Novembre 2012 05:25
Ovvero fatti non chiacchiere e bugie
Alla fine è successo, la contrada valli viene staccata da Cerisano, e lasciata a se, il ponte che già da quattro anni minacciava di rompersi è stato chiuso. Una popolazione lasciata al suo destino, con disagi inimmaginabili, per i trasporti, per il commercio, ma soprattutto per i ragazzi che devono andare a scuola. Gli amministratori tacciono, ed è meglio cosi. Meglio il loro silenzio imbarazzato per chi ha un cuore, o il silenzio indifferente di chi non ha nemmeno l’anima, che quel vociare scomposto di chi continua ancora a voler prendere in giro la gente. Avevo già assistito al rito delle inaugurazioni di qualche opera una ventina d’anni fa, poi i politici sono passati a festeggiare le progettazione, adesso, riuniscono la gente per festeggiare il loro fallimento. Ma il silenzio che stupisce di più, è quello della gente, possibile sia cosi rassegnata, possibile non abbia niente da dire a questi amministratori, quando potrebbe persino proporre una class-action contro le amministrazioni inefficienti. Non sarà facile per i valli, ma nemmeno Cerisano può dormire sonni tranquilli. La strada per la montagna ormai è un ricordo, quella per i Valli è ormai persa, e la provinciale che collega a Cosenza è li, anche questa da anni senza veri lavori di consolidamento, che ci dice che per cause atmosferiche eccezionali potrebbe di nuovo muoversi. L’isolamento di questa comunità è completato in meno di un decennio. Un gruppo di personaggi ha voluto portare a termine questo scempio, servendosi negli anni d’inconsapevoli cittadini, che sono stati bruciati sull’altare di un ego smisurato e di necessità di potere che sconfina nella dipendenza. L’isolamento ormai è totale, prima si è distrutto un primato culturale riconosciuto in tutta la provincia, poi si è distrutta una economia che su quei visitatori era cresciuta e dava lavoro, poi si è distrutta una società dividendo le persone e allontanando i migliori, poi se ne sono distrutte le strutture fisiche e culturali, perso il Sersale, la mediateca, il festival da primato, e adesso se ne distrugge il territorio, pale eoliche che vanno a imbruttire le montagne, acque non potabili, strade dissestate e interrotte. Penso che Attila non avrebbe saputo meglio, l’unica voce di dissenso rimasta è quella di un profilo anonimo, la Fata ignorante, per questa comunità dover sperare in una Fata per di più ignorante, è il segno di un difficile recupero. << ..pensi che un uomo del genere sia stato raggiunto dall’ingiuria del popolo, quando gli fu tolta la pretura e la toga, o quando il suo capo fu asperso di sozzi sputi? Il saggio è al sicuro e non può essere raggiunto né da ingiurie né da offese >>SENECA
Luciani Luciano