"Una nomina inopportuna"
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- Pubblicato: Martedì, 06 Marzo 2012 04:01
Intervista a Padre Giovanni Matera
Padre Giovanni Matera è un colto Padre Domenicano che la Confraternita del Rosario da sei anni individuava per la predicazione in occasione dei Festeggiamenti in Onore della Madonna. Il sabato prima dell’ultima festa si rese protagonista di una predica incentrata sul ruolo del Parroco e la valenza delle Confraternite, chiudendo il suo intervento con “Meritate un altro Parroco”. La sortita, gli costò l’invito ad allontanarsi da Cerisano da parte del Vicario Generale Mons. Salvatore Bartucci. A distanza di cinque mesi la posizione del Parroco è diventata ancora più forte con la nomina ad assistente spirituale delle Confraternite presenti in ambito Parrocchiale, di fatto proclamato dal Presule Cosentino “l’unico vincitore” della partita. A tal proposito abbiamo chiesto al predicatore Domenicano cosa ne pensasse.
Il Vescovo di Cosenza Mons. Salvatore Nunnari ha nominato il Parroco di Cerisano, Don Enrico Trombino, assistente spirituale della Confraternita del Rosario di Cerisano. Come interpreta questa decisione?
Prima di rispondere alle domande che mi sono poste, vorrei fare una premessa per chiarire alcuni punti riguardanti il mio coinvolgimento nella questione Cerisano. Sin dal mio primo anno di predicazione della Novena del Rosario ho cercato, seguendo l’insegnamento di Cristo e del Magistero della Chiesa, di “purificare” la devozione mariana, e spesso la fede cristiana tout court, da elementi estranei che, come ho potuto constatare, avevano creato nel tempo non solo delle vere e proprie inimicizie tra varie famiglie di Cerisano ma persino un clima di reciproca diffidenza e rancore. Come se appartenere, insomma all’una o all’altra Confraternita comportasse appartenere a Chiese diverse! Ho ritenuto perciò mio preciso compito di sacerdote favorire, mediante la predicazione e la celebrazione dei sacramenti, un rinnovato desiderio di comunione all’interno dell’intera comunità ecclesiale cerisanese. Ciò è valso non pochi sforzi e non pochi colloqui personali e comunitari con i membri della Confraternita del Rosario e con le persone che di volta in volta mi avvicinavano per confessarsi o semplicemente per condividere il loro pensiero e le loro preoccupazioni. Un momento difficile da superare per tutti è stato certamente il commissariamento della Confraternita, che poi si è svelato inutile. Non mi sarei aspettato che in quest’opera di pacificazione degli animi un ostacolo importante l’avrei incontrato proprio nella persona del Parroco, il quale con i suoi atteggiamenti e le sue parole non ha nascosto il suo “fastidio” nell’accettare che una Confraternita pur ricadendo nel territorio della propria Parrocchia potesse avere una propria autonomia dal punto di vista amministrativo e un programma spirituale approntato dal proprio Assistente Spirituale. Ora, tornando alla sua domanda, io personalmente non riesco ad individuare una buona ragione per questa nomina. Credo che sia stata inopportuna. Conoscendo le vicende che hanno riguardato la Confraternita negli ultimi anni e gli atteggiamenti avuti dal Parroco verso di essa, sarebbe stato meglio evitare tale nomina. Ma, come si dice, mai mettere limiti alla Provvidenza e dare sempre la possibilità ad una persona di poter cambiare.
Come interpreta il fatto che il Parroco si sia rifiutato di celebrare messa nella Chiesa del Rosario dopo gli avvenimenti che l’hanno vista protagonista?
È la conferma dell’errato modo di interpretare il ruolo del sacerdote. Essere Parroco significa prendersi cura di tutte le persone senza distinzioni e/o favoritismi, creando e favorendo un clima di comunione. Significa riconoscere e rispettare il ruolo dei laici nella Chiesa e non “spadroneggiare” su di essi. San Pietro nella sua prima lettera (5,3) raccomanda ai pastori: non spadroneggiate sulle persone a voi affidate, ma fatevi modelli del gregge. Questo vale per me e per chiunque abbia responsabilità su delle persone. Potremmo metterci in discussione, per vedere in che modo esercitiamo l’autorità del nostro ruolo, qualunque esso sia: siamo al servizio o cerchiamo solamente il nostro tornaconto? C’è una differenza tra ruolo e servizio. Gesù riassume tutta la legge nel comandamento dell’amore. Avere attenzione per i fratelli vuol dire servirli e questo è il compito di chi ha responsabilità sugli altri. Viceversa chi si preoccupa prima di tutto di se stesso, di essere riconosciuto ed è incapace di mettersi in discussione, allora cerca solo il potere che il ruolo gli conferisce. Gesù ci dice non fatevi chiamare, ma sforzatevi di essere padri e maestri. Cioè non cercate il ruolo, ma l’autorevolezza che legittima il ruolo. Non sgomitate per essere i primi, ma cercate di essere al servizio degli altri.
La decisione del Vescovo muove in ragione opposta a quanto lei, auspicò per la comunità Cerisanese, quando affermò: “meritate un altro parroco”.
Il Vescovo avrà avuto certamente le sue buone ragioni per prendere questa decisione.
Padre Giovanni, è vero che le è stato proibito di predicare in ambito Diocesi Cosentina dal Vescovo Salvatore Nunnari?
No. È assolutamente falso!
Se potesse tornare indietro, cambierebbe i contenuti del suo intervento che le costarono l’invito ad abbandonare Cerisano?
Cambierei il contenuto del mio intervento soltanto a fronte di un reale cambiamento dell’atteggiamento del Parroco nei confronti delle Confraternite e delle persone ad esse appartenenti!
A distanza di 5 mesi se la sente di inviare un messaggio ai suoi confratelli “rosarianti” e alla comunità religiosa cerisanese?
Il mio messaggio non può essere che quello già dato in ogni mia predicazione, ossia di rinforzare la propria fede e di non lasciarsi scuotere e sconfiggere dalle debolezze e dalle povertà umane, fossero anche quelle dei sacerdoti. Non si possono far pagare a Cristo e alla sua Chiesa gli errori commessi da noi o dai nostri fratelli. La costruzione di un’autentica comunione con Cristo e con i fratelli deve essere la costante preoccupazione della nostra vita. Non si può essere discepoli e testimoni di Cristo senza vivere nella carità. Il mondo di oggi si aspetta da noi cristiani proprio questa testimonianza della carità. Mostrarsi disuniti, strumentalizzare le devozioni popolari per potersi togliere “pietre dalle scarpe” che non hanno nulla a che vedere con la Chiesa di Cristo, fomentare un clima di divisione e di rancore tra famiglie sono azione che non costituiscono certamente una “bella” testimonianza di fede e di carità. Anzi! Nel Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto consegnare a tutti i cristiani all’inizio della Quaresima vi è l’invito a prestare attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone (Eb, 10,24). Ora, uno dei modi concreti che ci è suggerito per realizzare la carità è la correzione fraterna. Queste le parole del Papa: “Nel nostro mondo impregnato di individualismo, è necessario riscoprire l’importanza della correzione fraterna, per camminare insieme verso la santità. Persino «il giusto cade sette volte» (Pr 24,16), dice la Scrittura, e noi tutti siamo deboli e manchevoli (cfr 1 Gv 1,8). E’ un grande servizio quindi aiutare e lasciarsi aiutare a leggere con verità se stessi, per migliorare la propria vita e camminare più rettamente nella via del Signore. C’è sempre bisogno di uno sguardo che ama e corregge, che conosce e riconosce, che discerne e perdona (cfr Lc 22,61), come ha fatto e fa Dio con ciascuno di noi. (…) L’apostolo Paolo invita a cercare ciò che porta «alla pace e alla edificazione vicendevole» (Rm 14,19), giovando al «prossimo nel bene, per edificarlo» (ibid. 15,2), senza cercare l'utile proprio «ma quello di molti, perché giungano alla salvezza» (1 Cor 10,33). Questa reciproca correzione ed esortazione, in spirito di umiltà e di carità, deve essere parte della vita della comunità cristiana”. Approfitto per porgere a tutti i cerisanesi gli Auguri di una Santa Quaresima e soprattutto di una Santissima Pasqua. La forza che viene dalla Risurrezione di Cristo dia a tutte le vostre famiglie pace e serenità per un rinnovato cammino e impegno di autentica testimonianza cristiana. Auguri!





