Triste Natale
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- Pubblicato: Giovedì, 08 Dicembre 2011 05:05
Il paese distrutto
La “baracca” allestita nella piazza grande evoca ben altre suggestioni, altri tempi lontani, un altro paese. A ricordare il passato si rischia di diventare pateticamente nostalgici, anche se quest’anno il tentativo di scopiazzare storiche edizioni coinvolgendo diverse realtà c’è stato, forse appunto ispirandosi a quell’epopea che è finita addirittura sulle reti televisive nazionali, riempiendo d’orgoglio i cerisanesi vicini e lontani. Oggi quella struttura è dominata da un lamierato al posto dei coppi e sottocoppi (ceramili n.d.r.), altre ambizioni, altro stile. Oggi quella struttura evoca vento e tempesta ispirando il dio Zeus. Oggi quella struttura diventa il simbolo delle divisioni, malgrado il tentativo ecumenico di appoggiarsi a storici rappresentanti della qualità organizzativa paesana. Sembra evidente che qualcosa non va, appare palese lo scollamento fra il palazzo e il cittadino che mal sopporta la supponenza, che non tollera più la cattiva amministrazione, che non consente l’esercizio del potere messo al servizio di pochi anzi di pochissimi. Non basta chiamare il contenitore natalizio “Natale al Borgo”, non basta l’ambizione di offrire ai cittadini un nutrito programma dicembrino, se non c’è passione che spesso mal si coniuga con l’esigenza di accontentare qualche amico elettore. Così il Natale, la festa più bella dell’anno diventa triste, anche se si accontenta qualche amico. Buona Festa dell’Immacolata.





