Le responsabilità del cittadino

Arbitro necessario in tempo di crisi

La quiete dopo la tempesta? Non ci sembra affatto! Pare, che ci sia ancora tanto fuoco sotto la cenere. L’entourage del Sindaco si affanna a presidiare il territorio interloquendo con chiunque capiti a tiro. Per ostentare sicurezza si afferma: “10 anni Salvatore, 10 anni Mario e 10 anni Eugenio, forse fra 30 anni……..” ma s’intuisce subito che è una considerazione forzata, un bluff, tenuto conto che solo qualche giorno addietro al posto di Mario veniva pronosticato Ivan nella sequenza “Sindacale” enunciata dal “Profeta”. La stragrande maggioranza della popolazione ha stigmatizzato il comportamento del Sindaco ma ci sono comunque eccezioni che non restano anonime addossando al Di Gioia responsabilità di un lessico provocatorio che non poteva non irritare il “predestinato” Mancina. Disconosciamo le intenzioni dei contendenti circa una pratica diffusa di adire le vie legali, sappiamo invece che esistono gli istigatori che affermano: “Se la prossima volta non lo prendi a schiaffi, non ti voterò più”. In questa frase, pronunciata non con rabbia, ma con un femminile sorriso da una sostenitrice interessata, si legge comprensibile la radicalizzazione dello scontro politico. I veri giudici di cotanta battaglia politica potrebbero essere i “benpensanti”, coloro i quali non sono filtrati da vincoli parentali con le squadre in campo, coloro i quali non godono di prebende o non anelano forme assistenziali, comunque, dovute. Un sussulto d’orgoglio è necessario, una parola potrebbe essere importante più di qualsiasi liturgia politica, più di qualsiasi scritto affisso sui muri, più di qualsiasi intervento pronunciato in consiglio comunale.  Riflettete.